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INVIAGGIO2008 Prima Classificata Giuria Internet
Mariagrazia Piccirilli Jambo
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………..regalare un viaggio è partecipare ad un sogno e sognare è vivere la felicità, assaporare la terra, colorarsi del cielo e cibarsi della carne, degli sguardi, dei sapori che quella magia del diverso riesce a fondersi in noi quando scendiamo dalla scaletta di un aereo entrando nell’aria dei padroni di casa; non andiamo li ad imporci, andiamo a chiedere ospitalità, ad elemosinare un pezzo di cielo, a chiedere riparo alle loro stelle ed io ho ricevuto questo magico regalo di dormire sotto la coperta di stelle più calda che io avessi mai potuto immaginare……grazie, grazie per avermi deliziato con i profumi, per avermi fatto sporcare della tua terra, per avermi fatto entrare nella tua pancia ed avermi nutrito del tuo amore, grazie per avermi fatto specchiare in quegli occhi di velluto che per tutta la vita accarezzeranno il mio cuore, grazie mamma africa per avermi aperto le braccia e soffocato con il tuo amore, grazie per avermi reso una donna felice………… Trambusto della grande città, Roma il mio grande amore ma quando il sogno diventa realtà navigo su internet alla ricerca di te, non pensavo esistessi e non ti ho mai cercato ma quale regalo di compleanno più bello di una notte di volo per raggiungerti? “amore, che ne dici di un viaggio per festeggiare il tuo compleanno?” “ma dove sei?” “in agenzia” “ma è una proposta o come al solito hai scelto tu come e quando?” “Kenia!”
Lasciamo la pioggia a Roma ed eccoti…Mombasa…la MIA valigia arriva fortunatamente non aperta, ho il cuore a mille, dicono che in aeroporto ci sia un controllo capillare dei bagagli, non è una questione di sicurezza ma una cattiva abitudine che vi abbiamo dato, un abitudine all’elemosina che per molti ma non per tutti si è trasformata nel business di sequestrare capi e rivenderli a caro prezzo! Simone e Matteo giocano sul divano con la PSP, tv accesa, satellitare e quanto ognuno dei nostri figli ha a disposizione in qualsiasi momento della giornata fermiamo il tempo e ci fermiamo a guardarli! La MIA valigia è piena dei loro vestiti, nuovi, alcuni ancora con l’etichetta, hanno diviso con me i loro quaderni, le loro penne e i loro colori. Due interminabili ore di viaggio su un fatiscente pulmino aprono il mio album di foto, strada dissestata ma la magia inizia…….sono loro, i miei bambini, chilometri di terra arida e brulla e loro vengono fuori dal nulla, tutti con lo stesso sorriso corrono verso di noi “JAMBO JAMBO” nessuno di loro ha le scarpe ai piedi ma tutti hanno il grembiulino dello stesso colore e ci inseguono per centinaia di metri con le braccia tese. Sotto i pochi alberi sul ciglio della strada riposano donne che per chilometri portano taniche di acqua da un villaggio all’altro, immancabilmente con il loro fagottino sulle spalle che nasconde delle creature meravigliose avvolte in tessuti damascati dai colori stupendi, sono donne fortunate, hanno acqua per i loro bimbi e forse una capra e allora possono nutrirsi e vivere! Continuano a correre “JAMBO JAMBO” passiamo un altro villaggio ed è come se con un telefono senza fili si fossero passati la notizia del nostro arrivo, altri sguardi, altri sorrisi stesso tuffo nel cuore! Cocktail di benvenuto! Il paradiso terrestre! Bungalow sul mare con tetto di paglia e un fantastico letto baldacchino avvolto da una zanzariera che ricorda “La mia Africa”, fa caldo ma il condizionatore rende la permanenza in camera molto gradevole….rullo di tamburo la cena è servita! Ogni ben di Dio servito sempre dagli stessi occhi con lo stesso sorriso…una ragazza timida si occuperà del nostro tavolo per tutta la vacanza…vive nel villaggio a pochi chilometri da li ed ogni mattina arriva a piedi…è li a colazione a pranzo e a cena, sempre con lo stesso sorriso… La sabbia è di un bianco incantevole, ci sono trecento metri di marea, si regola con le fasi lunari ed il paesaggio è degno figlio di quella terra…al mattino la secca ti permette di camminare sul mare che torna a coprire e proteggere le sue creature da noi, dagli uomini che toccano le Stelle marine, che disturbano le Murene e che giocano con i Coralli!Arriva lui nel pomeriggio, il mare, ci regala acqua caldissima e limpida e torna a rassicurare la sua terra…”JAMBO JAMBO” eccoli : pelle di ebano e sorriso magico, corrono sulla spiaggia, ci salutano e inizia il carosello di corse e rincorse, si rotolano sulla sabbia color borotalco sono bianchi, ci chiamano, si fanno vedere, si avvicinano pelle a pelle, sono bianchi anche loro e si tuffano; fisici scolpiti nell’ebano muscoli e ferro, velluto illuminato dal sole e tanta voglia di toccarci, far vedere agli altri amichetti che sono nostri amici, amici dei turisti…ma la spiaggia è protetta, non possono avvicinarsi, devono stare sul bagnasciuga, omoni in divisa “ci proteggono” da possibili intrusioni dotati di manganelli … Odore di thè fumante e biscotti al burro, siamo in un’ex colonia inglese, e via, il magico braccialetto ci apre le porte per soddisfare ogni nostro desiderio ma come!… “JAMBO JAMBO” …ci guardano, con lo stesso interesse con cui Matteo e Simone giocano alla PSP, con gli occhi sbarrati. “non ci va di venire a tavola, portaci un panino qui, lo mangiamo sul divano e la coca cola anzi no, non ci va più il panino, ci dai una merendina?” e Dragon Ball ha battuto l’avversario, ossessione da videogiochi, adrenalina pura…ma che profumo quei biscotti al burro! Jhon mi prepara dopo pranzo il miglior espresso che abbia mai assaggiato fuori dall’Italia ed ha un sorriso stupendo!Da piccolo era anche lui un bambino della spiaggia e ricorda ancora l’odore di quei biscotti. Mi capisce, legge nei miei occhi e in quelli di noi donne/mamme il desiderio di far finta di non avere quel braccialetto colorato al polso, di pulirci forse la coscienza, di dimenticare quanti piatti abbiamo preso e sprecato al bouffet e di correre a riempire le mani di quei bambini di biscotti. Sussurra : “Si può fare ma non sul bagnasciuga di fronte alla spiaggia del villaggio, ma io non vi ho detto niente”. Sabbia e mani, mangiano sabbia e mani, chiamano gli altri bimbi, ci sono i loro amici con i biscotti e il carosello continua…Sorridono tutti, ti ringraziano ad ogni gesto che gli fai ma lui no, Samuel no, è un bambino triste, sta in disparte mentre gli altri giocano ma ha uno sguardo meraviglioso, mi avvicino e mi chino per salutarlo, sarà la mia passione, il regalo che mi ha fatto l’Africa!
Il giorno dopo sono li, aspettano i biscotti e Samuel è sempre in disparte, gli vado incontro e mi accenna un sorriso, mi prende per mano, vuole fare il bagno mi abbraccia e sorride, adesso sono sua e tutti i bambini devono sapere che lui non è un bambino dei biscotti, è Samuel, il mio amico Samuel! Dopo due giorni diventi parte di loro, ti conoscono e ti chiamano per nome, i beach boys ti offrono escursioni a buon prezzo, sono professionali, indossano magliette colorate e griffate lasciategli in regalo dai turisti, occhiali da sole e ascoltano musica dall’mp3 ma sono scalzi, le scarpe sono scomode e quando le hanno le dimenticano in spiaggia perché non sono abituati! Sono regali dei loro amori stranieri , donne che realizzano i loro sogni, che gli fanno regali e che tornano ogni anno per amarli ma non lo sanno che il regalo più grande lo ricevono queste donne che hanno l’idea e la felicità di sentirsi ancora giovani e belle ma che almeno regalano un sorriso a questi ragazzi figli del mare! Sono le cinque del mattino e puntuali ci aspettano con la Jeep all’uscita del villaggio, salutiamo il guardiano nella garitta, prende il numero di targa, si parte…Km e Km di strada sterrata di un rosso fuoco mai visto, ancora JAMBO, ancora donne che lavorano, ancora terra e sole…ma all’orizzonte solo terra rossa…entriamo nel vivo de safari, i padroni sono loro, gli animali e da adesso siamo ospiti della loro terra…la macchina è aperta e il mio sguardo non riesce a posarsi su nessun particolare che non sia degno di essere immortalato con uno scatto fotografico, giraffe, zebre, elefanti è una caccia fotografica ma cerchiamo lui, il Re!Le macchine comunicano via radio e chi avvista un gruppo di animali chiama l’altra macchina e si corre ad immortalare questa meraviglia!Arriviamo al campo tendato, completamente addentrati nella savana, scimmie dispettose si aggirano fra le tende a caccia di qualcosa da mangiare, è vietato cibarle altrimenti prendono l’abitudine e diventano le padrone del campo… Tutti raccolti attorno al fuoco sentiamo estasiati il racconto di un Masai messo li a guardi a dei nostri sonni, armato di una lancia e talmente padrone del territorio da non aver paura di niente! Ascoltiamo i suoi racconti come le favole della buona notte, con la curiosità dei bambini, come in un gioco, il nostro gioco, la loro vita!Si spegne il generatore di corrente ed entrano in gioco le vere padrone di casa, le stelle! Non ci sono fonti di luce per chilometri ma loro sono li, vigili, sembra di toccarle, possiamo vederle dalla finestra della tenda, non si può uscire, l’uomo nero inizia la sua ronda, loro sono li, lo proteggono e lo illuminano, ma che belle che sono!Sembrano sfiorarti, sono immobili, sparse nel cielo come in un disegno di natale, immerse in un silenzio irreale rotto solo dal barrito di un elefante e da fruscii di foglie e versi di animali che sembrano volerci entrare nel sonno, ma l’uomo nero ci protegge… Sveglia in piena notte, bisogna trovarlo, il Re deve uscire per abbeverarsi e noi dobbiamo esserci, in lingua Swahili si danno appuntamento e lei ci guida, la luna è alta nel cielo e deve guidarci da lui! La nostra Jeep è dotata di un sedile posto sul lato destro nella parte anteriore su cui è seduto un Ranger che, come un arbitro di una partita di tennis, si guarda intorno a caccia di emozioni da regalarci. Il faro che ha in dotazione pattuglia con noi ogni angolo di Savana ma si sente un rumore, spegniamo il motore, è lui, si sente, deve essere nelle vicinanze! Il ranger scende dall’auto con fare felino, c’è un escremento ancora “caldo” deve essere nei paraggi, scendiamo una piccola discesa e si apre davanti ai nostri occhi uno scenario fantastico, una leonessa con i suoi cuccioli si abbeverava sulle sponde di un laghetto, ordinati come i nostri bimbi al primo giorno di scuola, bevevano per niente disturbati dalla nostra presenza, unica raccomandazione niente rumori o scatti repentini e niente flash! La danza si è animata e i cuccioli hanno iniziato a giocare, a rincorrersi e a rotolarsi sulla terra sempre sotto l’occhio vigile della madre attorniata dai più piccoli! Con fare dinoccolato arriva il Re, folta criniera come nelle migliori fotografie e video di National Geographic, si sentono i loro respiri in un silenzio magico e surreale! Con uno sguardo d’intesa la sposa lascia i figli e segue il suo sposo, si adagia su un tronco e inizia il loro gioco d’amore, carezze e coccole come nella migliore storia d’amore, il suo sposo le lecca il collo e le orecchie come a riempirla di baci da togliere il fiato e si amano, li, con una dolcezza innata, illuminati dalla luna e sotto gli occhi indiscreti di noi spettatori sbalorditi. Il nostro ranger da buon padrone di casa è soddisfatto di averci fatto partecipare a questa magica meraviglia, siamo stati fortunati, a volte le troupe televisive stanno appostate per giorni e giorni per catturare una scena del genere, ma la natura è questa, non ha regole, né orari, è istinto, passione e imprevedibilità. Sorge il sole a nascondere quella magica luna che ci ha guidato e regalato questo bellissimo sogno. Tutto prende forma, i colori cambiano, le attività iniziano a vedersi ma il bello della natura è che muta ma non smette mai di darci i suoi frutti, cambia lo scenario ma il sapore e quell’aura di magia ce li porteremo nel cuore per sempre! La mia tigre è li che mi aspetta, occhi di velluto e denti di avorio “JAMBO JAMBO” Samuel è li con il muso lungo perché pensa che io sia andata via senza salutarlo, l’abbraccio più sincero che abbia ami avuto e la dichiarazione d’amore più pura, mi stringe come se fossi parte del suo corpo, era rimasto li tutto il pomeriggio del giorno prima, ad aspettare quell’abbraccio che mi ha tolto il respiro!
La MIA valigia finalmente è stata aperta, ho tolto un po’ di materiale per i bambini della spiaggia, un po’ per Samuel e la sua famiglia e…occhiali scuri e lacrime che mi scendevano sul viso…la scuola del villaggio era invasa dalle mosche e le grida dei bambini si sentivano dalla strada! Come sempre scortati da un mare di altri ragazzini e attorniati di capre scarne che mangiavano qualsiasi cosa, siamo arrivati all’ingresso. La maestra ci ha fatto accogliere da una allegra canzone ed ha iniziato in maniera ordinata la distribuzione dei doni! …occhi di velluto e pelle d’ebano…in fila ad aspettare la razione di farina per la loro famiglia e vestiti nuovi e colorati! In fondo all’aula l’unico bambino che non rispondeva con gioia ai cori dei compagni e non ci osservava con interesse era un bambino down, a detta della maestra un bimbo che non aveva interesse! Baci e abbracci dopo i regali e manine che cercavano di toccarci per farci vedere come disegnavano con i nuovi colori, come scrivevano il loro nome o per guardarsi stupiti sul display delle nostre macchine digitali!La camicia più carina, da vero ometto, blu e bianca a righine è toccata al bimbo triste, senza entusiasmo è tornato a sedere, ed io ancora con gli occhialoni scuri! Un caldo africano in quella stanza, surriscaldata da tanta energia e tanta felicità e dalla gioia e l’orgoglio di farci vedere con i pochi mezzi a disposizione i lavoretti eseguiti dai bimbi. I banchi erano stati donati da un’associazione italiana, così come la struttura e la lavagna, unico grande quaderno a disposizione di tutti. Devo uscire, non riesco più a trattenermi, se penso ai nostri bambini, alla nostra vita, a quanto poco apprezziamo le comodità che abbiamo, ma perché questi pensieri durano il tempo della nostra convivenza con queste persone, il tempo della nostra vacanza nel Resort Super lusso, il tempo di un Tele Giornale che all’ora di cena fra Gossip e maledetta Politica ci lancia immagini di povertà, di bambini malati, di guerra e di morte…ma poi ci sono le Veline e tutto questo viene meno? Mi sento tirare il lembo del vestito e quel bambino triste aveva indosso la camicia da ometto di Simone, la testa fra le due asole centrali, non sapeva indossarla, non aveva mai avuto una camicia così bella!Il grazie più rumorosamente silenzioso che si possa ricevere, fa male vederli così indifesi, così piccoli ma con tutta quella dignità! Ancora grazie Mamma Africa, grazie per avermi insegnato la dignità di questa gente a cui non si fa elemosina, non si devono mai dare soldi, perché soprattutto i bambini devono imparare che i turisti ti possono dare una mano ma i soldi no! I soldi si devono guadagnare e bisogna abituarsi al sacrificio e alla dignità di non chiederli mai! “JAMBO” Samuel e grazie per avermi scritto la nostra canzone nel cuore…
Jambo, jambo bwana
Ciao, ciao signore
Il Kenya è un paese bellissimo, non c'è nessun problema
Imparala prima di partire, così potremo cantarla tutti insieme! Jambo Kenya… |
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