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I finalisti
Laura Poggi Saluti da Praga
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“Pronto?” “Ciao!” “Ehi! Quando sei tornata?” “Ieri sera… tardi…” “Beh? Com’e’ andata?” “Bene.. male… benissimo… non lo so…” “ …” “… non lo so, davvero… mi sono successe cose stranissime…” “… che hai combinato stavolta?” “ Niente… davvero niente. Non ho fatto niente di strano, mi sono comportata benissimo…” “Pero’?...” “Pero’ mi son successe delle cose strane…” “Dai, racconta…” “Ecco, non saprei da dove cominciare… ti e’ mai successo di incontrare una persona e pensare... porca miseria, quella e’ la persona che vorrei avere accanto tutta la vita?” “Si, con Vittorio…” “Ma se vi siete lasciati dopo tre mesi!...” “Appunto!” “Insomma, incontrare uno che ti sembra di aver sempre aspettato, quello che ti sei immaginato essere l’uomo perfetto per te, gli stessi occhi, le stesse mani, la stessa bocca…” “…” “.. e poi lo stesso modo di camminare, di parlare, di aggrottare le sopracciglia, di girare la testa, di sorridere, di litigare…” “…” “… e la stessa maniera di masticare, di rispondere al telefono, di mettersi seduto, di aprire il giornale…” “L’hai incontrato dal parrucchiere?” “No, in aeroporto… era in fila davanti a me. E poi me lo sono ritrovato seduto a fianco sull’aereo…” “Che culo!!!” “Si, figurati che stavo per svenire quando mi ha chiesto di poter passare per sedersi sulla poltrona vicina al finestrino!” “Quindi avete parlato…” “Certo che abbiamo parlato… lui se ne dev’essere subito accorto…” “Di cosa?” “Probabilmente sono arrossita, mi e’ tremata la voce, che ne so… ma quando mi ha chiesto permesso io l’ho guardato e credo di essere rimasta per qualche minuto in silenzio con lo sguardo fisso sui suo occhi…” “E poi?” “Poi finalmente sono riuscita a farmi uscire un po’ di fiato e, spostandomi di lato, l’ho fatto passare…” “Tutto qui?” “Dai, non mi prendere in giro! Mentre si infilava mi ha sfiorato una mano ed e’ stato in quel momento che ho capito che stava accadendo qualcosa di speciale…” “Ha fatto la mano morta???” “Ma no, smettila. E’ stato un attimo, un centesimo di secondo, un contatto dalla durata infinitesimale. Eppure ho avuto la netta sensazione che la mia mano e la sua si stringessero, si intrecciassero, che le nostre dita si accarezzassero a vicenda per un tempo lunghissimo…” “Interessante…” “Si’, ma e’ solo l’inizio!” “Bene…” “Insomma, passato il primo momento di imbarazzo abbiamo iniziato a parlare del più e del meno, le solite cose, insomma… cosa fai, cosa faccio, il lavoro, gli interessi…” “Dai, racconta….” “Beh, mi ha detto che si chiama Sandro, che lavora per una multinazionale americana, che vive a Londra, che e’ separato, che viaggia molto per lavoro, che stava andando a Praga per una riunione, che ama le moto, Bob Dylan ed il golf…” “Interessante! E tu? gli hai detto che sei una fan di Biagio Antonacci?” “No, ho sorvolato… però gli ho detto che piace anche a me andare in moto, che ho giocato solo una volta a golf e che sei anni fa ho assistito ad un concerto di Bob Dylan…” “Tutte cazzate!” “Gia’…” “Ha apprezzato?” “Molto! Figurati che mi ha proposto di andare con lui non so dove quest’estate all’unico concerto europeo di Bob Dylan. E non solo: mi aspetta ad Amsterdam e da li’ andiamo al concerto in moto!” “Grandioso!” “Aspetta…” “…” “Poi mi ha raccontato altre cose più o meno interessanti…” “Cioè?” “Tutti i posti dove ha vissuto, mi ha raccontato alcune storie finite e di alcuni suoi progetti…” “E tu??” “Gli ho detto più o meno la verità…” “…” “… che ho un matrimonio che sta finendo, che ho voglia di uscire per sempre da questo periodo e cercare di ricominciare… che andavo a Praga per distrarmi un po’…” “ E lui?” “Mi ha detto che Praga era la citta’ giusta e che se avessi voluto me l’avrebbe fatta conoscere bene, non come la puo’ conoscere un normale turista!” “Cioe’?” “Che Praga e’ una citta’ che vive di notte, che bisogna conoscere i posti giusti per poterla apprezzare completamente, che il vero fascino della citta’ e’ riservato a pochi….” “Che donna fortunata!!!” “Aspetta…” “…” “A meta’ volo l’aereo ha cominciato a ballare… “ “… e ti sei messa a piangere…!!!” “… l’avrei fatto volentieri, lo sai… ma c’era lui!” “E quindi…?” “E quindi non l’ho fatto… perche’ lui si e’ accorto che avevo paura e ad un certo punto mi ha preso la mano e …” “ … e..??” “… pensavo di morire!” “…” “Non puoi immaginare che emozione che ho provato… che sensazioni… sembravo una liceale al primo incontro!” “Lui invece?” “Sembrava completamente a proprio agio… ha capito il mio problema, almeno cosi’ ha detto…” “…” “… poi si e’ avvicinato verso di me e con una carezza mi ha fatto appoggiare la testa sulla sua spalla… Rilassati, mi ha detto…!!!” “ ah!!!..” “Sentivo il profumo del suo viso, quasi respiravo il suo alito… e lui stringeva la mia mano tra le sue….” “ Ti sei sciolta….” “Ero liquefatta… non respiravo quasi piu’, mi sembrava che il cuore si potesse fermare da un momento all’altro…” “E poi…” “Siamo rimasti cosi’ per un po’… io rigida come un baccala’, lui apparentemente tranquillo e perfettamente rilassato…” “…” “… ad un tratto si e’ avvicinato al mio orecchio e sottovoce mi ha detto che erano anni che non stata bene come in quel momento… che quella situazione lo stava rendendo felice… che gli trasmettevo delle emozioni indescrivibili… che i miei capelli profumavano di vita….” “… di vita?” “ Si, di vita, ha detto proprio cosi’…” “E tu?” “Non so esattamente cosa e’ accaduto. Avevo gli occhi chiusi. Mi sembrava di navigare in un mare in tempesta. E senza che neppure me ne accorgessi mi sono trovata le sue labbra sulle mie, o le mie sulle sue, che ne so…” “Insomma vi siete baciati!” “Baciati?...” “….” “Diciamo che ci siamo baciati ma non e’ il quadro esatto. Per darti un’idea, se un bacio sta ad una Punto, quello che mi e’ successo sta ad una Ferrari…” “Vabbe’, tanto per non dimenticare che insegni matematica, eh?” “Ecco, brava, in quel momento ho pensato proprio ad una formula matematica…” “Che? Mentre pomiciavi in aereo come una liceale in gita scolastica pensavi alle formule matematiche?” “Si’, mi e’ venuta in mente una formula sulla crescenza e decrescenza delle funzioni…” “Ma che dici???” “Niente, dai…” “E allora?” “Allora siamo rimasti incollati per un po’… che ne so… ho perso la cognizione del tempo… mi baciava e mi accarezzava i capelli, sembrava che dicesse anche qualcosa ma non riuscivo a capire cosa… poi si fermava, mi abbracciava, con le dita mi accarezzava le labbra e poi ricominciava…” “Caspita!” “…” “Eri eccitata eh?” “Non lo so, ero attratta da quell’uomo come non lo ero stata mai di nessun altro in vita mia… pensavo a vivere quel momento come se fosse l’ultimo della mia vita…. volevo che si innamorasse di me come io ero innamorata di lui…” “Uffa, racconta, dai… poi?” “Poi siamo atterrati. Siamo scesi dall’aereo come possono scendere due sposini in viaggio di nozze… mano nella mano. Sull’autobus che ci portava all’interno dell’aeroporto mi ha abbracciato con forza… mi guardava con un desiderio che non ho mai visto negli occhi di nessun altro…” “Vai al sodo, accidenti… poi che e’ successo a Praga???” “Aspetta…” “…” “Scesi dal pullman ci siamo incamminati verso il controllo passaporti insieme a tutti gli altri passeggeri… Abbiamo scelto una fila che ci sembrava piu’ corta delle altre ed abbiamo passato il controllo.” “Vabbe’, vuoi farmi innervosire… salta le cose ovvie….” “Poi…” “… poi?” “… ci siamo incamminati verso l’uscita. Non avevamo bagagli da ritirare. Appena fuori si e’ guardato intorno, come per vedere se conoscesse qualcuno. Ho pensato che forse cercava un autista che fosse venuto a prenderlo. Invece no…” “…” “… all’improvviso mi ha dato una forte spinta col gomito che quasi mi faceva cadere a terra ed ha cominciato a correre con la sua 48 ore dalla parte opposta. Ci ho messo un po’ a capire cosa stava succedendo…” “… Era venuta la moglie a prenderlo?” “Magari! Ho visto che tre o quattro persone in divisa lo rincorrevano urlando. Tutta la gente si e’ girata ad osservare la scena, c’e’ stato un momento di caos generale. Le grida rimbombavano nel grande salone dell’aeroporto, qualcuno urlava di paura… Poi altra gente in borghese correva verso l’uscita… insomma un casino infernale!” ”Non mi dire che era un terrorista!” “L’ho pensato anch’io per un attimo… poi quando l’ho visto in manette scortato dalla polizia e con due labrador che abbaiavano e scodinzolavano intorno alla sua valigetta ho capito tutto…” “Cazzo! E che hai fatto?” “Ho cercato di restare calma, l’ho seguito con lo sguardo mentre passava a pochi metri da me…” “E lui?” “Guardava fisso davanti a se’… sono certa che mi ha visto, che sapeva dov’ero, ma non si e’ girato a guardarmi… aveva lo sguardo duro e le mascelle serrate… sembrava un'altra persona…” “E poi?” “Sono uscita, sono salita sul primo taxi e mi sono fatta accompagnare in albergo…” “Umh…! Com’e’ Praga?” “E che ne so… ho pianto per due giorni interi chiusa in camera a pensare a lui…” |
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